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IL RESTO DELLE VACANZE ESTIVE 2004 IN ABRUZZO right

to Francavilla ( CH )

PREMIO MICHETTI  2004 FRANCAVILLA ( CH )

Ha gli occhi a mandorla la 55. edizione del Premio Michetti, che ha aperto i battenti il 24 agosto 2004 sera, alle 19, presso il suggestivo Museo Michetti di Francavilla. La prestigiosa mostra, dal titolo "Mito e Realtà: uno sguardo ad oriente", quest'anno attinge infatti la propria linfa vitale dal panorama artistico cinese, ormai protagonista di rilievo nello scenario pittorico ed economico mondiale. Questa rassegna vuole mettere a confronto, anche attraverso le opere di dieci importanti artisti provenienti dal sud-est asiatico, le modalità estetiche tradizionali, che identificano la cultura orientale e la loro interazione con quella occidentale. Secondo la tradizione del Premio Michetti, anche in questa 55° edizione sono due le sezioni in gara: una italiana e l'altra straniera. Il Consiglio d'amministrazione della Fondazione Michetti ha nominato curatore della sezione centrale, cioè quella italiana, Stefano Zecchi, famoso docente di Estetica all'università Cattolica di Milano e presidente dell'Accademia di Brera. Una personalità di rilievo nel dibattito artistico nazionale ed internazionale, come Stefano Zecchi, ha certamente offerto una lettura insolita e non vincolata dai limiti imposti dai circuiti delle "apparenze", che impoveriscono quella libertà di ricerca e originalità di studio, tipiche del Premio Michetti. La sezione internazionale, dedicata ad una ricognizione delle emergenze artistiche orientali, è stata invece affidata ad Anna Imponente, sovrintendente ai beni storici ed artistici per il paesaggio domo - antropologico e membro della commissione giudicatrice Italia - Giappone, nella scorsa edizione. Previsti ed assegnati anche quest'anno poi, come ogni anno, due premi in denaro che sono stati attribuiti all'artista più significativo di entrambe le principali sezioni espositive. 

 

La giuria del Premio è risultata composta da Vincenzo Centorame, presidente della Fondazione Michetti e Antonio D'Argento, segretario generale, unitamente a Beatrice Buscaroli, Antonio Gasbarrini, Lorenzo Canova e Marco Di Capua. I veri protagonisti della mostra sono stati come sempre , gli artisti in gara. Nella sezione italiana troviamo: Enrico Benaglia, Francesco Bocchini, Paolo Borrelli, Giuliana Caporali, Jacopo Cascella, Fausto Cheng, Angelo Colagrossi, Angelo Davoli, Fernando De Filippi, Giorgio Galli, Bruno Gorgone, Valeria Gramiccia, Alessandro Guzzi, Stefano Ianni, Pierre Lindner, Cesare Mirabella, Stefano Orlandini, Luca Pace, Claudio Palmieri, Luca Piovaccari, Franco Ruaro, Fabrizio Sclocchini, Luciano Secone, Giuseppe Stampone e Giorgio Vicentini. La sezione dedicata all'oriente è invece composta da: Hsiao Chin, Tan Swie Hian, Zhang Qi-Kai, Long Bin Chen, Liu Ding, Xing Danwen, Hai Bo, Ho Kan, H. H. Lim e Zheng Rong. I vincitori: per la sezione italiana con due primi premi ex-aequo a Marco Cingolani (con l’opera <Il sogno di Nietzsche>) e Angelo Davoli (<Es. 35 struttura>); per la sezione internazionale Hai Bo (<Three sisters>). L’obiettivo principale del Premio Michetti, secondo una consuetudine che dura dal 1947 ( anno della mia nascita ), resta la ricognizione artistica sul versante italiano, cercando però allo stesso tempo di aprirsi verso nuove tecniche e linguaggi espressivi, che, di fatto, proiettano l’evento sul panorama internazionale. E proprio in virtù di questo principio, l’edizione del 2004 ha presentato un ampio ventaglio di proposte: dai consolidati linguaggi figurativi alle significative e singolari proposte d’avanguardia. La ricchezza creativa e la complessità dell’arte cinese contemporanea dimostrano infatti fermenti e mutazioni in un percorso che, parte dalla pittura a inchiostro e pennello sulla carta, per poi evolversi in acquerelli naturalistici e ispirati alla filosofia zen, fino a spingersi addirittura in suggestivi dittici fotografici. In un periodo dove tutto è basato sul consumismo, non manca inoltre l’idea del riciclaggio in funzione estetica, dove i materiali di scarto della società industriale diventano preziosi oggetti d’arte.In verità queste costruzioni sono risultate alquanto puerili e non esenti da commenti piuttosto acidi da parte mia, tanto che Donatella ha dovuto riprendermi diverse volte.

 

Io vi do appuntamento all'anno prossimo e vi posso promettere fin d'ora che se farò le mie ferie a Chieti, continuerò a documentarvi sulla mostra, che tranne che su alcuni giornali locali, secondo me non è suffiscientemente reclamizzata dalla " neonata " città di Francavilla al mare. Basterebbe inserire la mostra nei circuiti nazionali e promuoverla un pochino che i risultati si vedrebbero immediatamente, da ciò trarrebbe senzaltro beneficio il turismo che da quest'anno è risultato deficitario ( - 38% ) rispetto agli anni scorsi, nonostante lea costa Abruzzese abbia vauto il riconoscimento di spiaggia pochissimo inquinata, totalizzando 11 bandierine blu.  

 

 
  

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Solino@Enio