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LA GIOSTRA CAVALLERESCA

 

 

SE CAPITATE A sULMONA NELL'ULTIMA SETTIMANA DI LUGLIO NON PERDETEVI LA gIOSTRA cAVALLERESCA, spettacolare manifestazione in costume con sfilate e sfide tra sestieri e borghi. Una tradizione iniziata, probabilmente, al tempo degli svevi e che consisteva in tre assalti alla lancia, del cavaliere sfidante contro il "Mantenitore", anch'egli munito di lancia, che aspettava la carica da fermo. L'edizione moderna, ripresa nel 1995, prevede invece, una corsa all'Anello con scontri diretti, a due a due tra cavalieri. Il Campo di Gara è Piazza Maggiore, con lo sfondo dell'acquedotto medievale e tribune allestite per l'occasione. In gara i quattro sestieri di Porta Manaresca, Porta Filiamabili, Porta Iapasseri, Porta Bonomini e i tre borghi di Santa Maria della Tromba, Borgo Pacentrano e Borgo San Panfilo. I due Distretti di Porta Sancti Panphili e i Borghi di Sant'Agata e Borghetto partecipano solo al corteo storico. ( inf. GiostraCavalleresca 0864-210969 ) 

 

           

 

LA BATTAGLIA SUL LAGO E LUOGHI DEI PALADINI

 

 

.....Nella tradizione popolare è ancora vivo il ricordo della battaglia di Roncisvalle e delle eroiche gesta del paladino Orlando. Così qualcuno racconta che alle prime luci dell'alba, tra i filari di nebbia, il profilo delle torri e degli antichi merli si disegna ancora sullo specchio del lago di Scanno. Qui Caro Magno portò i suoi paladini per un lungo e vano assedio. All'approssimarsi del giorno il castello svanisce, e il lago di Scanno torna ad essere una pigra distesa d'acque. Secondo la leggenda all'origine c'è sempre una questione di donne: il re di Corfinio, Corrubulante, aveva rapito una delle nipoti di Carlo Magno; la fanciulla venne rinchiusa nella rocca di Scanno, un palazzo fatato che sorgeva nel centro del lago. La leggenda non ci dice molto di più della bella castellana; per lei comunque si mossero Orlando, Rinaldo, Astolfo e gli altri paladini di Re Carlo. Lo scontro fu tremendo: schierati sugli argini erbosi, i cavalieri Franchi assalirono le schiere di Corrubulante, ma la sorella del re di Corfinio, che era una maga, scatenò contro di loro un'orribile pioggia di sassi infuocati. Incastrate tra le rocce che fiancheggiano la strada che da Introdacqua porta a Scanno, le pietre di forma globulare e leggermente arabescate ricordano ancora al turista i fulmini della maga, e le armi e le insegne dei cavalieri cristiani. Alcuni dicono che Corrubulante fu ucciso, e che da allora il castello sia sepolto sul fondale; altri, che i Franchi fuggirono pieni di vergogna e paura.
Il Medioevo abruzzese amò i racconti del ciclo carolingio ai quali portò il suo contributo di leggende e di racconti popolari, e arricchì in vario modo
il ciclo di Re Carlo. La chiesa rurale di Santa Maria di Roncisvalle (Sancta Maria de Ronzivallis), nella zona occidentale dell'antica Sulmona, deve probabilmente il suo nome al ricordo di una disfatta eroica e memorabile, e doveva richiamare alla mente episodi ormai familiari e ben radicati nella fantasia popolare. Anche i luoghi dell'Appennino sembrano indugiare sui profili degli antichi cavalieri: nella Marsica, la sommità rocciosa del Monte Bove ha nome "La guardia di Orlando", e una leggenda narra che all'epoca dell'invasione dei Saraceni il paladino Orlando sia stato mandato lassù da Re Carlo a spiare l'orizzonte. Il sentiero è detto anche " Sentiero Corradino ". Pare che ripercorrendo questo tracciato si ripercorra lo stesso che fece Corradino di Svevia che portò le sue armate da Carsoli ai Piani Palatini, tra Scurcola Marsicana, Albe Fucens e Magliano dei Marsi, dove si svolse la storica battaglia di Tagliacozzo, ricordata da Dante Alighieri. Il sentiero va da Scurcola Marsicana a Carsoli, con un percorso di circa 80 Km., sugli antichi tracciati di bassa montagna ( altitud. max 859 m. ) che nei secoli scorsi hanno seguito briganti, armate e pellegrini, e passa anche sotto la Guardia di Orlando la vetta della quale, secondo la leggenda, il paladino Orlando si appostò all'epoca dell'invasione dei Saraceni.